Il PD solo per giovani al primo amore?

Intervento di Giulia Innocenzi pubblicato su Europa del 25 settembre

La battaglia per le “primarie aperte” dei Giovani Pd è appena cominciata. Dopo il primo risultato ottenuto sul piano della legalità, che ha visto la pubblicazione del regolamento e la proroga per la raccolta firme per la candidatura a segretario, si apre uri nuovo fronte: quello della libertà di coscienza e, forse ancor di più, di associazione. Per l’eleggibilità a segretario, oltre alle 600 firme richieste, occorre firmare il Manifesto fondativo dei Giovani democratici. Una dichiarazione di intenti, piuttosto annacquata, che però al capitolo “Per una nuova cultura politica” afferma: «Una generazione che non ha mai votato sulla scheda nulla di diverso dall’Ulivo prima e dal Pd finalmente oggi, o che non sia ancora mai andata a votare, che non è mai stata iscritta ad un partito della prima Repubblica». Si tratta di una norma in patente opposizione all’articolo 48 della nostra Costituzione, che garantisce la segretezza del voto, nonché dell’articolo 17, che difende la libertà di associazione. Una prescrizione radicalmente contraria anche alla teoria della prassi della “doppia tessera” portata avanti da anni da Marco Pannella e praticata anche da dirigenti della Dc e del Pci senza che ciò ne diminuisse l’appartenenza ai loro partiti. Pare del tutto “vecchio” in un mondo interconnesso arrivare a chiedere la certificazione del “primo ed esclusivo amore in politica” per chi vuol far parte dei giovani del Pd un partito che vuol esser “nuovo”. Perché vi siano veramente primarie aperte, e quindi democratiche, non vi possono essere clausole ad excludendum, sia per quanto riguarda il candidato alla segreteria che per quanto riguarda i futuri tesserati al partito.

Il Manifesto è stato redatto dal Tavolo nazionale. Il regolamento, all’articolo 2, prevede che esso venga «elaborato entro il 28 settembre». Non ho partecipato al processo costituente, ma intendo portare avanti il mio impegno per l’apertura di queste primarie, non solo per presentare la mia candidatura, ma per permettere quella di tutti coloro che vogliano contribuire con le proprie energie e idee a un avvio di rinnovamento democratico. Attraverso l’integrazione coi miei delegati ai vari organi incaricati di monitorare le primarie – integrazione per la quale ho già presentato la domanda- chiederò di riaprire anche la discussione del Manifesto.
Un invito che rivolgo a tutti coloro che finora non si sono fatti avanti come candidati segretari, e che potrebbero essere spronati a farlo
. Un confronto alla luce del sole, da subito, non potrebbe che giovare alla crescita dei Giovani, e dei “vecchi”, democratici.

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5 commenti»

  as wrote @

ti rendi conto che all’italiano interessa arrivare a fine mese?

forse di questo dovresti parlare se vuoi risultare credibile non di queste stronzate….come detto prima votiamo tutti pci!!!!!

  Tibetlibero wrote @

Vorrei sottolineare all’uomo rosso mascherato che il pci è morto nel lontano 1989 , che francamente il suo populismo vetero-stalinista non è fondamentale in questo dibattito , che ci sarebbe invece da fare un dibattito sulle libertà individuali , sulla ricerca scientifica e sui diritti dei malati , c’è bisogno di solidarietà sociale e di volantariato , datti al volontariato as provaci!

  as wrote @

vorrei ricordare al pd – iano che il suo partito si sta allontanando dalla vera missione che deve avere un partito di sinistra..quindi poche stupidaggini se parli altrimenti taci!!

elettori di sinistra del pd alle prossime elezioni votate comunista!!!

  Marcello Alviggi wrote @

Ciao… Per quanto l’idea possa essere corretta e positiva devi sapere che la Corte Costituzionale ha più volta dichiarato che le Organizzazioni di tendenza sono libere di far entrare al loro interno sole le persone che rispondono a requisiti da loro fissati. Se così non fosse ci sarebbero solo Organizzazioni di un solo tipo. L’articolo 17 dice proprio questo. Se poi vogliamo cambiare sto articolo di sto statuto ok ma non per quelle ragioni… Ciaoo

  Alessandro G. wrote @

Togliere la clausola equivale a mettere la partita su un confronto leale e reale, aprire un confronto vero. I veri requisiti da fissare, ammesso che vi siano requisiti da fissare(se non quello minimo di essere portatori di idee) saranno semmai fissati dal voto delle primarie… dev’essere chi viene chiamato a votare a dettare semmai i requisiti che deve avere il segretario. Altrimenti sarebbe lecito chiederersi: “MA non sarà di nuovo un voto scontato?”


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