Lettera aperta di Francesco Silvestri a Giulia Innocenzi

Ciao Giulia,

hai solo due anni più di me perciò mi prenderò la libertà di darti del tu.
Mi chiamo Francesco, mi sto laureando in Relazioni internazionali a Bologna, e ieri ho casualmente letto sul ‘Corriere’ l’intervista in cui raccontavi la tua disavventura per le primarie del PD.
La vicenda ha destato in me un certo interesse, sia perché ho votato PD alle ultime politiche e ho seguito da vicino la nascita del partito, sia perché vorrei conoscere meglio le modalità e le opportunità di partecipazione politica attiva nel nostro Paese. Inoltre mi incuriosiva il titolo dell’articolo, dato che anche io ho da tempo ravvisato e continuo a ravvisare importanti analogie tra le dinamiche interne al PD (e ancora prima tra i Democratici di Sinistra, a ben pensarci) e la DC delle correnti di cui parli.
Tuttavia a mano a mano che leggevo il corpo dell’intervista, sono sorte in me due perplessità che ho deciso di sottoporti, e che ti sarei davvero grato di chiarire se vorrai rispondermi.
La prima riguarda il motivo per cui, invece di concentrare i tuoi (forse un bel po’ tardivi?) sforzi nella forsennata ricerca – on line, su riviste, giornali, presso amici e conoscenti – di questo benedetto regolamento ufficiale hai chiesto aiuto a questo personaggio, tale Raciti, che non solo non aveva alcuna responsabilità a riguardo (che ricadesse sul PD intendo, chiaro che il fair play gli avrebbe imposto di comportarsi diversamente) ma che senz’altro avrebbe potuto, magari anche senza malizia, dimenticarsi del suo impegno con te e dedicarsi anima e corpo alla sua campagna elettorale. Mi chiedo questo anche alla luce del fatto che il regolamento ufficiale, segreto od occulto ai più, ti è stato infine svelato da privati cittadini attraverso il canale principe della informazione, ad indicare che le informazioni, per quanto di difficile fruizione, erano accessibili a tutti.
Con questo non voglio dire che il PD non dovrebbe organizzarsi in modo tale da garantire a tutti l’accesso a regolamenti come questo, ma mi fa pensare alla mia seconda perplessità, che ti espongo subito.
La tua reazione all’impatto con la realtà e coi termini per la candidatura, una batosta sul piano dell’organizzazione (stavolta non quella del PD, ma la tua personale) è stata fulminea, immediata ed efficace. Con grande capacità, e suppongo da sola, sei riuscita ad organizzare una denuncia in rete attraverso il blog, una protesta formale con lettere al vertice del PD e alle istituzioni dello Stato, e contemporaneamente (ma in quanto tempo?!) una manifestazione davanti alla sede del PD tale da indurre i dirigenti a modificare i regolamenti interni.
Non mi sembra poco, anzi ti dirò di più, mi sembra decisamente troppo. Ragionando su quanto accaduto, sono giunto a due possibili conclusioni, che mi sembrano le uniche probabili, e mi permetterò di esprimerti schiettamente anche queste, cara Giulia, sempre sperando che tu abbia la possibilità di rispondere e rendermi partecipe del tuo – certamente più preciso e completo, dato che le informazioni che ho trovato a riguardo sono poche e non troppo precise – punto di vista.
La prima conclusione è che il tuo lato peggiore di politicante abbia cercato di organizzare una candidatura e una campagna elettorale in ritardo, e non sia stato in grado (vuoi per colpa, vuoi per deficienza dei canali d’accesso) di ottenere informazioni utili, ma che subito dopo il tuo lato migliore di politicante (eccezionale, oserei dire) abbia messo a nudo tutta la sorridente fragilità, l’incertezza e la congenita passività dell’organizzazione del PD, inerme e quasi idiota di fronte a una minima pressione sulle modalità del proprio processo di reclutamento politico. Gioco forza, un sit-in organizzato da radicali ed esterni sconvolge il PD.
La seconda conclusione è, meno amaramente per il PD, confuso e debole e per te, che non si capisce se sei la prima o la seconda politicante, è che tu avessi già voglia di farla, questa protesta, prima ancora di non riuscire a trovare il regolamento per la candidatura, e che cercassi un casus belli per metterla in atto. E che il PD ti abbia voluto concedere un piccolo ma onorevole successo, vantaggioso in termini di notorietà tua, della tua associazione e (perché no?) dei Radicali, ai quali la dirigenza con atteggiamento paternalistico strizza l’occhio, modificando delle regole per voi, confermando inoltre la propria natura di ‘partito contenitore’ e una presunta, rassicurante malleabilità a spinte e meccanismi propri di una politica un po’ casinara ma giovane, rivendicazionista e piazzaiola, quasi più vecchia della DC e meno politicamente utile (per non dire più dannosa) delle più serrate logiche clientelari.
In attesa di una tua, in bocca al lupo per la tua campagna, per la raccolta firme e tutto quanto.

Francesco Silvestri

PS. Vorrei precisare che non ho nulla contro i Radicali, coi quali anzi condivido molte posizioni in vari campi, nè contro le associazioni studentesche e giovanili in genere, pur non avendone mai preso parte direttamente.

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9 commenti»

  Alessandro wrote @

Ciao Francesco.
Per me il problema è tutto interno al PD. Se Giulia si è decisa tardi, se si è organizzata male o, soprattutto, se le sue idee non sono condivise dai giovani elettori ne pagherà, giustamente, le conseguenze. E’ non è parificabile la sua ipotizzata mancanza di organizzazione e di efficienza alla effettiva mancanza di informazioni da parte del PD.
La tua affermazione per cui i documenti, alla fin fine, fossero disponibili a tutti è purtroppo totalmente infondata: a giudicare dalle informazioni presenti nell’intervista a Giulia, il regolamento le è arrivato per vie traverse e non ufficiali. Se davvero non era chiaramente disponibile sul sito internet del PD, è la gravissima prova della totale mancanza di rinnovamento di un partito fatto da vecchi per vecchi.
Vecchi, magari anche giovani anagraficamente, ed è il dato più preoccupante di questa storia. Insieme alla fragilità che tu hai giustamente notato da parte dell’intellighenzia piduista, pardon, piddina che ha cambiato carte in tavola (e mi è sfuggito il processo democratico e trasparente che dovrebbe aver portato a questa svolta) solo per un “semplice” sit-in.
Io non ho votato PD alle scorse elezioni, me ne sono ben guardato, pur avendo tessera radicale in tasca. Ma è innegabile che la presenza radicale, puntuale e rompiscatole ha permesso di rendere un PD da reparto geriatrico appetibile anche a tanti laici e giovani italiani. Un processo appena iniziato e che spero possa essere portato avanti da Giulia come segretario e, se dovesse perdere, come brava rompiscatole all’interno dell’organizzazione giovanile.
Tu dici che cercava solo il casus belli? che le interessava più far casino che far accettare la sua candidatura?
Mah, ne dubito, ma se così fosse speriamo voglia fare altri casini per battaglie di democrazia ugualmente importanti.

Ciao,
Alex

  Andrea wrote @

Cavolo Francesco, che domande! complimenti e attendo le risposte.

Andrea

  RadiconM wrote @

Lettera condivisibile. Ha colto nel segno

  Josè wrote @

Ciao Francesco, ho solo due anni più di me pertanto mi prenderò la libertà di darti del tu.

Ho letto con molto interesse questa tua accorata lettera a Giulia – che ringrazio per aver pubblicato sul suo blog – e confesso che molte le tue argomentazioni mi hanno lasciato basito in ragione della quantità di imprecisioni e di paralogismi che contiene; se le prime sono in astratto scusabili (ma essendoti preso la briga di scrivere la lettera forse avresti potuto perdere un po’ di tempo nell’approfondire le fonti) i secondi lasciano adito alla malafede od allo sconforto rispetto alla capacità dell’università italiana di fornire ai futuri dottori di capacità analitiche malgrado questi frequentino autorevoli atenei e impegnative facoltà.
Affinché le mia affermazioni non ti appaiano apodittiche cercherò di argomentarle glossando qualcuno dei brani salienti delle tue riflessioni

Ma andiamo con ordine tu scrivi:

[…] Tuttavia a mano a mano che leggevo il corpo dell’intervista, sono sorte in me due perplessità che ho deciso di sottoporti, e che ti sarei davvero grato di chiarire se vorrai rispondermi.
La prima riguarda il motivo per cui, invece di concentrare i tuoi (forse un bel po’ tardivi?) sforzi nella forsennata ricerca – on line, su riviste, giornali, presso amici e conoscenti – di questo benedetto regolamento ufficiale hai chiesto aiuto a questo personaggio, tale Raciti, che non solo non aveva alcuna responsabilità a riguardo (che ricadesse sul PD intendo, chiaro che il fair play gli avrebbe imposto di comportarsi diversamente) ma che senz’altro avrebbe potuto, magari anche senza malizia, dimenticarsi del suo impegno con te e dedicarsi anima e corpo alla sua campagna elettorale.
@@@@@@
Come avresti potuto leggere nel post del 21 settembre di questo blog Giulia non ha affatto chiamato questo tale Raciti per –poverino- distoglierlo dalla sua gravosa campagna elettorale da candidato unico alla segreteria, bensì ha chiamato dopo inutili ricerche sul sito ufficiale, la sede del Pd perché qualcuno le desse delle informazioni sulla modalità della partecipazione, questi del tutto ignari della cosa gli hanno passato l’unico che a loro dire se ne occupasse ovvero il candidato unico che – per carità senza malizia – non l’ha richiamata facendo avvicinare ancora di più il termine di scadenza degli adempimenti formali che sebbene ufficiosi a lui sicuramente noti il cui spirar gli avrebbero consentito di vincere senza giocare, altro che “fair play”!

Tu scrivi:

[…] Mi chiedo questo anche alla luce del fatto che il regolamento ufficiale, segreto od occulto ai più, ti è stato infine svelato da privati cittadini attraverso il canale principe della informazione, ad indicare che le informazioni, per quanto di difficile fruizione, erano accessibili a tutti.
Con questo non voglio dire che il PD non dovrebbe organizzarsi in modo tale da garantire a tutti l’accesso a regolamenti come questo, ma mi fa pensare alla mia seconda perplessità, che ti espongo subito

@@@@@@@
In questo passaggio stento a credere che tu non abbia compreso quale sia l’oggetto del contendere. Quello su cui si discute è la legalità/democraticità/conoscibilità dell’operazione che il Pd si apprestava a fare (che guarda un po’ è una elezione ovvero la forma di partecipazione per antonomasia) . Per semplificarti la cosa immaginiamo che tu voglia sostenere un esame all’università. Per avere la possibilità di sostenerlo devi sottostare a degli adempimenti formali quali l’iscrizione allo stesso una settimana prima della data prevista dal calendario d’esami altrimenti pena l’inammissibilità della domanda. Gira voce in facoltà che si terrà in data x e si dovrà studiare il testo y ma in segreteria didattica non esiste un calendario di esame ed il professore non è reperibile. Tu cosa faresti, programmeresti la tua sessione con queste informazioni, correndo il rischio iscriverti in ritardo all’esame e soprattutto di sbagliare il programma di studio (nel caso di Giulia i moduli su cui raccogliere le firme cui faceva riferimento il regolamento non esistevano proprio rendendo matematica la “non ammissione”)?; Aspetteresti il giorno presunto dell’esame o faresti di tutto per avere delle certezze?
E come risponderesti se ti dicessero che in realtà hai montato un gran polverone perché in fondo quelle informazioni erano -tutto sommato- conoscibili in quanto riportate nella chat degli studenti sul sito di facoltà quindi reperibili in internet “canale principe dell’informazione”.
Ovviamente visto l’enormità delle affermazione sei costretto a stemperare il ragionamento dicendo che il Pd dovrebbe – quando? Pro futuro? C’è lo spazio per il condizionale? – rendere accessibile a tutti questo tipo di informazioni. Maddai! Ed io che credevo che questo tipo di adempimenti ed inutili formalismi fossero necessari solo per i tornei nelle bocciofile e per le assemblee di condomino!

Tu scrivi:
La tua reazione all’impatto con la realtà e coi termini per la candidatura, una batosta sul piano dell’organizzazione (stavolta non quella del PD, ma la tua personale) è stata fulminea, immediata ed efficace. Con grande capacità, e suppongo da sola, sei riuscita ad organizzare una denuncia in rete attraverso il blog, una protesta formale con lettere al vertice del PD e alle istituzioni dello Stato, e contemporaneamente (ma in quanto tempo?!) una manifestazione davanti alla sede del PD tale da indurre i dirigenti a modificare i regolamenti interni. Non mi sembra poco, anzi ti dirò di più, mi sembra decisamente troppo.

@@@@@
In questo paragrafo leggendo il sottotesto si comincia a creare il castello di carte volto a dare della politicante/mestierante a Giulia rea – udite udite – di esser stata troppo efficace nel denunciare lo stato delle cose. Come saprai – ti sarai almeno un po’ documentato attraverso il canale principe dell’informrazione (sic!) – Giulia non è una studentessa che si è improvvisata da un giorno all’altro candidata del Pd. Frequenta da anni l’ambiente radicale, si è fatta i tavoli di raccolta firme per la legge 40, coordina gli Studenti Coscioni con cui ha organizzato indagini sui consultori e distribuzione della pillola del giorno dopo etc.etc. ha organizzato una rete di militanti animati dall’entusiasmo che le danno man forte consentendole di fare “sto’ casino” che altrimenti da sola non sarebbe mai riuscita a fare. Se ti stupisce il sapersi muovere e la velocità d’azione be’ questa è storia radicale, una storia fatta di militanza e di consapevolezza degli strumenti di lotta politica nonviolenta che si matura frequentando il partito, un partito di doppie e triple tessere, con poca struttura e molta buona volontà che, ove volessi frequentare, saresti il primo ad acquisire.

Tu scrivi:

[…] La prima conclusione è che il tuo lato peggiore di politicante abbia cercato di organizzare una candidatura e una campagna elettorale in ritardo, e non sia stato in grado (vuoi per colpa, vuoi per deficienza dei canali d’accesso) di ottenere informazioni utili, ma che subito dopo il tuo lato migliore di politicante (eccezionale, oserei dire) abbia messo a nudo tutta la sorridente fragilità, l’incertezza e la congenita passività dell’organizzazione del PD, inerme e quasi idiota di fronte a una minima pressione sulle modalità del proprio processo di reclutamento politico. Gioco forza, un sit-in organizzato da radicali ed esterni sconvolge il PD.

@@@@@@@@@@
Ritardo? Ritardo rispetto a cosa? Su delle regole del gioco mai pubblicate… sarebbe stato come giacare a monopoli senza il tabellone.
Politicante? Politicante sarebbe stato andare con il cappello in mano dal Mr senza malizia Delfino – Raciti e chiedere uno strapuntino per cogestire il processo di formazione del Pd giovani, magari negoziare qualche delegato regionale e mettersi sotto la tranquilla mano invisibile che tutto regola ed amministra…. insomma fare la politca della gestione un assaggio propedeutico a quel consociativismo correntizio in cui gli adulti Piddoni (e non solo) sono tanto esperti.
Giulia ha fatto politica, quella nobile, quella che non accetta d’esser ridotta ad un participio presente, quella in cui ci si confronta affidandosi alla bontà delle ragioni di legalità che si lamentano essere ignorate, che in altri paesi ed ordinamenti sarebbero autoevidenti ma in Italia fanno scalpore, irritano, suonano addirittura sguaiate, incomprensibili ad una nomenclatura di signorotti assuefatti dal gestione del potere.

Tu scrivi:

[…]E che il PD ti abbia voluto concedere un piccolo ma onorevole successo, vantaggioso in termini di notorietà tua, della tua associazione e (perché no?) dei Radicali, ai quali la dirigenza con atteggiamento paternalistico strizza l’occhio, modificando delle regole per voi, confermando inoltre la propria natura di ‘partito contenitore’ e una presunta, rassicurante malleabilità a spinte e meccanismi propri di una politica un po’ casinara ma giovane, rivendicazionista e piazzaiola, quasi più vecchia della DC e meno politicamente utile (per non dire più dannosa) delle più serrate logiche clientelari.

@@@@@@@@
Ecco in alla fine l’hai detto, come ogni climax che si rispetti, ecco nella fine il riepilogo in un crescendo di sciagure cui sembra esser portatrice la candidatura di Giulia rea – ad absurdum – di consentire al Pd di fingersi includente ed accattivante verso “i giovani” ed i radicali (Pd che, altro che strizzare l’occhio, potendo sarebbe entusiasta di fare con i Radicali come ulisse con Polifemo) ma in realtà alfiere di una politica vecchia = peggiore di quella democristiana, volta solo alla passerella mediatica, casinara, piazzaiola ed – squillino le rullino i tamburi – peggiore delle serrate (?!) logiche clientelari.

Tutto questo popo’ di iattanza per una ragazza che fortunosamente (se Europa non avesse pubblicato la prima lettera non si sarebbe mai aperto il caso politico) è riuscita ad aprire dinamiche democratiche in un processo elettorale altrimenti farsa non ti sembrano un po’ troppa?

In attesa di una tua, in bocca al lupo per la tua campagna, per la raccolta firme e tutto quanto.

Se volessi controbattere con una ulteriore tua ne sarei entusiasta. In bocca al lupo per laurea cui dici esser prossimo,

Cordialmente,

José

  Laura TS wrote @

cara Giulia
sono anni che partecipo alle attività del gruppo giovanile (sg nel caso specifico)e ormai ho imparato quanto possano essere complicate e mal comunciate le regole con cui si organizzaziono questi appuntamenti
(non per questo sbagliate… ho visto pure quali danni provoca l’anarchia assoluta)

hai sicuramente qualche ragione per lamentarti
ma permettimi di dirti che non mi sogno neanche minimamente di appoggiare qualcuno che inizia la sua campagna con articoli in cui insulta tutta la mia passione e il mio lavoro
l’impegno di tanti anni
profuso solo perchè penso che sia giusto così

“sembrano democristiani solo organizzati peggio”
te lo potevi proprio evitare
io non voto una che mi insulta

ciao
ciao
laura

  Gio wrote @

Francesco, sei un ingenuo! Se Speranza è il pupillo di D’Alema e Nobile quello di Rutelli, la Innocenzi e un clone di Pannella, una specie di Cappato con le mesh, quindi ne replica i comportamenti e i delirii. Questa signorina, che probabilmente non ha investito un solo minuto della propria esistenza nel progetto del PD e della sua giovanile, organizza la solita gazarra pannelliana per darsi tono e visibilità. Non caschiamoci, fra qualche anno sarà portavoce del PdL…

  Gio wrote @

Brava Laura, c’è chi investe con umiltà tempo ed energia nel progetto del PD da anni e non è giusto che venga insultato da una replicante di Pannella con le paturnie. Dice che noi saremmo patetici?! Ma sarà patetica lei! Che torni a disegnare cuoricini sulla moleskine!

  Luca Surace wrote @

Ciao a tutti,
cercherò di non filosofeggiare troppo e di non dilungarmi in lunge lettere che porterebbero tutti a lunghe emicranee…compreso me!! e andrò subito al sodo, senza cercare troppe polemiche. Innazitutto faccio i complimenti a Giulia per la battaglia che stà portando avanti, perchè se democratici ci chiamiamo e se il progetto rivoluzionario del partito esprime un nuovo concetto di “politica dal basso” è giusto che ognuno abbia libero accesso ad eventuali candidature. Nè contesto il metodo forse un pò troppo rumoroso, che si le ha dato visibilità e più possibilità per un’eventuale elezione ma ha scatenato all’interno dell’opinione pubblica l’eterno dilemma sulle divisioni interne delle sinistra italiana specialmente a livello giovanile; ciò rende la cosa ancora più triste. Si crede, forse con un pizzico di malizia, che tra i “vecchi” torni ripetutamente di moda la famosa “stanza dei bottoni”, non lo si deve pensare però per i giovani che a da ventenni non dovrebbero pensare già alle poltrone. Detto questo mi soffermo sul programma della candidata alla segreteria, a mio modesto parere un pochino scarno!!! Nonostante gli argomenti principali Per il Partito Democratico per un partito democratico; Luca Coscioni e Piergiorgio Welby: antiproibizionismo, autodeterminazione e diritti civili; Anagrafe pubblica degli eletti per la trasparenza e il controllo dei propri rappresentanti; Per la libera condivisione: nell’abitare, nei mezzi di trasporto, nel software e nell’informazione; Informazione sessuale nelle scuole e distribuzione di contraccettivi; sono al centro della mia personale attenzione politica. Manca di sostanza! Queste sono le principali motivazioni per cui non solo non voterò per te Giulia ma non voterò proprio per nessun candidato presentato! anzi…andrò a votare per le regionali e le provinciali e se sarà possibile farò mettere a verbale che mi rifiuto di votare alle nazionali per le motivazioni appena esplicate e credo che ripartirò dal locale (Anche se piccola regione Friuli Venezia Giulia). Ripartiremo dai giovani della nostra regione sperando di infondere in loro l’idea di una politica liberale, laica, socialista veramente democratica e non rumorosa!
Grazie a tutti e anche a te
Luca Surace

  Francesco Silvestri wrote @

@ gestori del blog: vi pregherei gentilmente di togliere dal titolo del mio intervento ogni riferimento al mio recente comportamento elettorale, trovo piuttosto inelegante la scelta di ribadirlo ed esaltarlo, dato che l’ho affermato solo in modo incidentale e funzionale al mio ragionamento. Tengo a precisare che non è solo un vizio formale, ma anche che non mi considero un “elettore del PD”; semmai, una persona che ha votato PD alle ultime elezioni politiche, come tra l’altro ho precisamente affermato, per ragioni complesse e personali che non mi pare luogo nè tempo di spiegare. Grazie
@ Gio: grazie per l’ingenuo, comunque giuro che ci stavo arrivando 😛
@ Josè: Che bell’intervento corposo il tuo! Vedrò di rispondere alle tue divertenti insinuazioni sulla mia preparazione e sulla qualità della mia formazione con i fatti, dimostrandoti che sei su quasi tutta la tua linea in torto, ora lievemente, ora più palesemente.
Partiamo dalla tua prima puntualizzazione: io sono disinformato, e Raciti è secondo te il candidato unico (cioè l’unico candidato) alle primarie per l’elezione a segretario dell’organizzazione giovanile del PD. Questo mi dispiace ma non mi risulta affatto, per non dire che non è affatto vero! Non metto in dubbio che in questo blog nel post del 21 settembre ci fosse scritto dell’altro, ma bastava leggere il Corriere che ho citato sopra (quello del 26 c.m.) per sapere che Raciti non è il solo candidato, ma il ‘più autorevole’, il favorito; ad ogni modo volendo indagare, ho trovato forum in rete e anche il blog con nomi di molti altri candidati… insomma, che Raciti sia il favorito in base a quali calcoli, questo chiedilo al Corriere, ma di certo non è l’unico.
Poi te ne esci con una tirata in cui parli di ‘legalità’, ‘democraticità’ e infine di ‘conoscibilità’ dell’elezione. A parte la scelta lessicale, che getta qualche ombra sulla tua serietà (mi riferisco non tanto a ‘conoscibilità’ quanto al termine ‘legalità’, che in politica è principio che se tu conoscessi non tireresti in ballo ora, a meno che tu e tutti quelli che ne abusano – anche non solo in questo blog – non stiate confondendo la legge con il regolamento, nel qual caso vi consiglierei anche una semplice passeggiata su wikipedia) dicevo a parte la scelta lessicale, metti sullo stesso piano i meccanismi di partecipazione all’organizzazione interna di un partito con quelli, regolati in maniera del tutto diversa, interni dell’Università. A parte il fatto che mi fa sorridere che tu mi cerchi di propinare questo vero e proprio paralogismo proponendolo come una ‘semplificazione’, e mi fa sorridere ma a ben pensarci è quasi oltraggioso, esiste una differenza sostanziale tra il corpus giuridico che regola e sostiene il diritto allo studio, i regolamenti universitari e i meccanismi di sanzione interni all’Università e il diritto alla partecipazione politica attiva, e in particolare quello che regola la struttura interna dei partiti, articolo 49 della nostra Costituzione e svariati disegni di legge bipartisan per completarlo (mai tradottisi in legge), una commissione bicamerale da quindici anni e credo anche qualche pronuncia della corte costituzionale. Leggermente più complicato, sì, ma forse anche più sensato, e ti consiglio di passare un pomeriggio a spulciare Costituzione e codici cercando riferimenti a vincoli organizzativi in senso di una struttura democratica e di una democraticità interna dei partiti. Sarà un pomeriggio intenso e stimolante, ma non ne troverai. Quindi non parliamo di cose che non esistono, e non confondiamo quello che è giusto con quello che è legale, perchè la legge è quella e sta scritta, quello che è giusto per te invece potrebbe non esserlo per me, e sei liberissimo di esprimerlo ma non potrà vincolare le modalità di cooptazione dei quadri, dei funzionari e dei candidati alle cariche elettive del PD. Per semplificare, il partito democratico può chiamarsi democratico quanto vuole e può scrivere che è democratico duemila volte nei suoi regolamenti interni; può contemporaneamente sembrare a te giusto che un partito, e in particolare il partito Democratico, sia effettivamente ‘democratico’ nella sua struttura interna, ma se non gli è imposto per legge il partito può benissimo (orrore, orrore) non essere democratico e i suoi regolamenti a riguardo essere carta straccia.
Il tuo successivo intervento riguarda la serietà politica di Giulia, che a tuo avviso ho messo in dubbio, ma ti sbagli. Non l’ho fatto, e non dubito della velocità e dell’efficacia dell’azione dei Radicali; semmai posso dubitare dell’onestà intellettuale e politica di chi non perde occasione per protestare e vestire i panni dell’antagonista e si adopera molto meno per proporre, evitando di esporsi, ma non vorrei portare su questo piano la discussione. E comunque non parlo di Giulia, che conosco troppo poco per accusare apertamente di malafede o di bassezza politica.
Tralasciando sulla successiva tirata retorica a favore di Giulia e della sua nobiltà d’animo (che non ricordo d’aver messo in dubbio) concludi in maniera confusa e sinceramente incomprensibile, argomentando con segni e parole in libertà che mi significano uno stato d’animo agitato, ma che non mi permettono di controbattere sui contenuti.
Che dire, caro Josè, mi dispiace di averti turbato; spero tu ti sia rimesso e che tu possa presto farti vivo, spiegandomi meglio la tua posizione e la tua opinione, in modo che io possa poi argomentare meglio la mia. Crepi (il lupo, per la laurea)
@ Giulia: non ti farai davvero difendere da Josè, vero?

Francesco Silvestri


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