Intervista a Giulia Innocenzi: “Ricordiamoci dell’articolo 48”

Il manifesto dei giovani del Pd è incostituzionale, E’ l’accusa della radicale Giulia Innocenzi, aspirante candidata alle primarie dei giovani del Partito Democratico. Ecco cosa ha detto alla “Voce”.  

 

Giulia Innocenzi, come è nata l’idea di una sua candidatura per le primarie dei giovani del Pd? Che  risultati avete ottenuto?

 

“Ciò che non condivido “Abbiamo ottenuto la pubblicazione del regolamento delle elezioni primarie dei giovani del Pd. E poi  la proroga per la raccolta delle firme per la presentazione delle candidature, cioè il prossimo 3 si ottobre. Adesso dobbiamo portare  avanti la battaglia per la costituzionalità del manifesto fondativo dei  giovani del Pd. I candidati alla segreteria del Pd devono firmare questo documento”.  

 

Che critiche formulate al manifesto?  

 

“In questo manifesto, al capitolo ‘Per una nuova cultura politica’ c’è una affermazione non condivisibile. La descrizione dei giovani democratici viene fatta così: ‘Una generazione che non ha mai  votato null’altro prima che Ulivo e poi Partito democratico o che non ha mai votato nessun partito”. Questa frase, che in un primo momento non poteva destare interesse, è una vera e propria inchiesta sulle idee politiche passate dei giovani del Pd. Questa è una palese violazione dell’articolo 48 della Costituzione, che prevede la segretezza del voto, e dell’articolo 16 che prevede la libertà di associazione. Qui non si ammette che una persona abbia votato un altro partito che non sia Ulivo o Partito democratico. Ad esempio, in passato io ho votato per i radicali. Va da sé che nel manifesto fondativo non si ammette la possibilità di cambiare la propria scelta”.  

 

Come è nata la scelta di affidare all’onorevole Andrea Orlando l’incarico di monitorare queste primarie?  

 

“Non c’è stata una notizia pubblica nella quale veniva affidato questo ruolo all’onorevole Orlando, L’ho saputo tramite i giovani democratici che me lo hanno detto. Il parlamentare mi ha risposto che sta analizzando la questione e mi risponderà”.  

 

Da chi è stato redatto il manifesto fondativo dei giovani del Pd?

 

“Dal tavolo nazionale del Pd. Questo organo non ha più nessun compito. Il manifesto è una dichiarazione d’intenti prolissa nel quale viene utilizzato un linguaggio stantio nel quale non si prende una posizione su nulla”.  

 

Si sa chi vincerà queste primarie dei giovani?  

 

“In queste primarie il dato per vincente è Fausto Raciti, segretario della Sinistra giovanile. L’esponente dei giovani della Margherita Pina Picierno aveva ottenuto il ministero ombra delle politiche giovanili, e Raciti è stato in pratica designato alla guida dei giovani del Pd. Questo era il loro calcolo. Ma non avevano previsto la mia candidatura nel Partito democratico. Proprio come chiedeva Pannella negli anni ‘50”.

 

 

 

 

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13 commenti»

  Geffe wrote @

L’anticostituzionalità mi sembra forse esagerata, di certo l’articolo in questione è una stupidata…

  Step wrote @

Il loro calcolo?! Ma come si permette?! Questo ennesimo clone di Pannella che dice di aver conosciuto la passione politica grazie ad uno stage organizzato dal laureificio di Confidustria (petetica!), non ha mai speso un minuto della propria esistenza per il PD, non sa di cosa parla e si permette di accusare in questo modo chi da anni si impegna con umiltà in questo progetto! Dai, fatela candidare, così il 3 ottobre ci facciamo due risate e poi può fare i bagagli per tornare sotto la scrivania di Cappato.

  federico wrote @

Chi ha speso anche un solo “minuto della propria esistenza” per costruire QUESTO Pd (e io ne ho spesi mooolti nei Ds) ha buttato via il suo tempo, visti i risultati. E chi, su tale scorta, addirittura se ne compiace è un completo idiota o una persona in malafede, e, in entrambi i casi, farebbe bene a chiudere il becco, ché già ambedue le categorie sono ben nutrite nell’avvilentissima vita pubblica italiana.
E sia chiaro che anch’io ho avuto i miei momenti di idiozia quando ho pensato che Veltroni, già disastroso segretario dei Ds, avrebbe potuto combinare qualcosa di buono..

  Step wrote @

Ah ecco! Facile giudicare il lavoro degli altri quando non si è fatto nulla! Vorrei far notare che la replicante tenutaria di questo blog non arriva da Marte, è l’ennessimo clone di Pannella ed è iscritta ai Radicali italiani (mentre per il PD probabilmente non ha mai attaccato nemmeno un volantino), cioè ad un partito che l’ultima volta in cui si è presentato alle elezioni ha ottenuto il 2% insieme allo Sdi. Patetico. Se non fosse per il PD non avrebbero nemmeno un parlamentare, non mi sembra siano nelle condizioni di giudicare nessuno.

  ciriolina wrote @

hai ragione, federico. dopo quello che Veltroni ha combinato all’Unità, nei ds e poi al comune di roma, come potevamo aspettarci risultati buoni o, per i patetici, una vittoria sul putin italico?

  Step wrote @

Federico, quando critico chi attacca e giudica senza aver fatto nulla non mi riferisco a te, ma alla figlioccia di Pannella e Colombo, naturalmente.

  ciriolina wrote @

col criterio che usa step, il berlusca nel 2013 passerà la mano al figlio Piersilvio, Bossi al figlio Renzo e così continuerà la trasmissione “La penisola dei famosi” … alla faccia del Veltroni newyorkese…

  ciriolina wrote @

il primo ad usare in modo anomalo il nuovo sistema elettorale è stato Veltroni, che ha imbottito le liste di fedelissimi. Che Berlusca si circondasse di yesman era logico, per Veltroni è una vergogna…

  Step wrote @

Quale criterio? Di che parli? Guarda che in quel modo si avanti nei radicali italiani mica nel PD!
Si accusa il PD di scarsa democraticità e mancato rinnovamento, ma quelli che accusano se lo possono permettere? Chi è stato eletto segretario dei radicali Italiani nel 2006? Rita Bernardini! Un pezzo da novanta della nomenklatura del partito, mica ET, una che prima di essere eletta segretario, se non sbaglio, era tesoriere! Dai! E chi le è subentrata quando ha lasciato perchè eletta in parlamento (tra le fila del PD)? Antonella Casu, una che si è presentata dicendo “sono nel partito da 28 anni”! Ventotto anni! Se tu avessi deciso di un giorno all’altro di iscriverti ai Radicali e di candidarti alla segreteria quante possibilità di batterle avresti avuto? Fatemi il piacere! Quello della replicante è solo qualunquismo ipocrita! Fanno soltanto caciara, ormai non sono capaci di altro, e c’è pure chi gli va a presso! Contenti voi…

  Step wrote @

(scusate i refusi ma c’è da incazzarsi)

  Lorenzo wrote @

Temo che Giulia non abbia nessuna chance. Per chi, come me, ha militato nel partito comunista (perché questo erano, e sono, i diessini) è chiaro che quel partito è un organismo che si basa sulla cooptazione, esattamente come la DC, sia pure un tempo su basato su valori diversi. Ma i valori si cambiano, l’apparato no.
Non ha senso cercare di cambiare il Pd dall’interno: il Pd morirà assai presto di morte naturale, man mano che i suoi vecchi elettori si estinguono, o – come me – riescono a vedere il partito per com’è e non per come vorrebbero che fosse.

  federico wrote @

Nei democratici americani, di cui l’organizzazione giovanile del pd vagheggia di mutarne il nome (e se lo sanno c’è da temere la denunzia per diffamazione!) c’è posto per tutti: fanatici religiosi della cotton belt e ultraliberal del new england, straights and queers, tradizione operaia e frontiera miliardaria hollywoodiana, attivisti contro la pena di morte e sostenitori del patibolo, abortisti e antiabortisti, insomma, c’è di tutto, perché non può essere altrimenti un partito democratico. E tout se tient attorno a poche idee comuni (che non credo possano nemmeno assurgere al rango di “valori”, termine che, peraltro, come ha insegnato un illustre teorico del diritto, in sé non vuol dire una mazza giacché anche un’organizzazione criminale ha i suoi valori, e che essi siano antagonistici a quelli dello Stato è auspicabile ma è altro discorso). E’ però un fatto che la base sociale e culturale dei democrats sia non poco disomogenea. Lo si può dire del Pd? No! E in questo sta la misura del suo fallimento.
Ora, se si sono chiusi i Ds e la Margherita, ormai ridotti a partiti regionali, lo si sarà fatto per sommarne le debolezze, o per provare a tenere insieme in una struttura inevitabilmente leggera, sul modello appunto americano, tutti coloro che più o meno timidamente si rivolgono all’orizzonte progressista? In teoria sarebbe stata questa la strada da percorrere, in teoria (in teoria, il comunismo funziona, ci ammonì una volta Homer Simpson). In pratica, invece, si è fatto tutt’altro, come mi ha dato modo di constatare la sempre paradigmatica realtà locale. Si sono sommate le miserie e le debolezze della quercia alle miserie e debolezze del fiore. Ma non è poi così strano, può essere che chi si sia formato e abbia vissuto a lungo in partiti-casermoni, come la Dc e il Pci, sia sfornito degli strumenti culturali per abbracciare certi fenomeni, figuriamoci per importarli d’Oltreoceano!
E allora ben venga lo shock-show dei compagni radicali, già visto ma sempre nuovo. Nel declino della sinistra italiana (ma non che quella europea abbia poi molto da ridere), la pattuglia di Pannella, in cui mi sono rifugiato anch’io dopo oltre dieci anni di provata fede diessina, non potrà certo arrecare al Pd un maggior nocumento di quanto non gli arrechino i suoi leaders nazionali e locali. Al massimo getterà qualche buon seme per i prossimi lustri.

  Anthony wrote @

Con ‘sta storia della clausola ci stai marciando un po’. Più che “Qui non si ammette che una persona abbia votato un altro partito che non sia Ulivo o Partito democratico” direi che non lo si concepisce proprio, è un limite mentale non autoritaristico. Insomma, è una stronzata comunque, ma c’è una bella differenza da come la metti tu.


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